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8/2/2018 - CARLO GABRIELE TRIBBIOLI | INTORNO L'ALTARE DI UN DIO SCONOSCIUTO | FEDERICA SCHIAVO GALLERY, MILAN

Upcoming Exhibition dates: February 8th - March 16th, 2018

Upcoming

Exhibition dates: February 8th - March 16th, 2018

6/1/2018 - SALVATORE ARANCIO | ROCK GARDEN | SEMIOSE GALERIE, PARIS, FRANCE

Exhibition dates: January 1st - February 17th, 2018 Group show with Salvatore Arancio, Piero Gilardi and Abraham Poincheval  

Exhibition dates: January 1st - February 17th, 2018

Group show with Salvatore Arancio, Piero Gilardi and Abraham Poincheval

 

15/12/2017 - FRANCESCO ARDINI | KÉRAMOS: QUI E ADESSO, VEDUTE SULLA CERAMICA CONTEMPORANEA, GALLERIA CIVICA PIRANO, SLOVENIA

Exhibition dates: December 15th 2017 - March 18th, 2018   Galleria Civica PiranoPiran, SloveniaGroup Showcurated by Tatjana Sirk   Dalla…

Exhibition dates: December 15th 2017 - March 18th, 2018

 

Galleria Civica Pirano
Piran, Slovenia
Group Show
curated by Tatjana Sirk

 

Dalla tradizione e dalla rivolta inventiva contro di essa

“Il destino storico di un genere artistico in una determinata area geografico-culturale è dato dalla società, dalle sue istituzioni culturali e dal contributo originale dei singoli. L’arte nasce dalla tradizione e dalla rivolta inventiva contro di essa, dalla comune forza creativa dei centri scolastici ed artistici, dalle lotte solitarie che ogni artista conduce per rappresentare nello strumento materiale prescelto la sua visione artistica”.[1]

Svetlana Isaković

La ceramica è molto di più che vasellame, decorazione e ambiente abitativo. Nelle sue forme, nei colori e nella lavorazione, nel suo ruolo pratico ed estetico, nel suo modo di condizionare l’uomo e la sua vita c’è la storia dell’umanità. In quanto oggetto dell’eredità culturale che è presente nel nostro quotidiano dalla preistoria in qua, nei diversi contesti, ci svela la cultura materiale e spirituale dell’umanità  e il suo sviluppo.

Il concetto di ceramica (dal greco kéramos, cioè argilla per il vasellame) indica tutti gli oggetti di argilla che passano attraverso un processo di cottura. Questi vengono prodotti per i più svariati usi quotidiani; sono oggetti decorativi, prodotti artigianali, artistici o industriali. La ceramica comprende così ampi settori creativi che si intersecano e si completano fra di loro, per cui la sua definizione è complessa. Accanto a quella più generica troviamo tutta una serie di definizioni e nomi specifici, a seconda della materia prima argillosa e delle sue caratteristiche assunte dopo il processo tecnologico di cottura con cui viene prodotta. Così viene indicata come argilla, terracotta, terraglia, porcellana, maiolica, raku, ingobbio, smaltata e altro.

I materiali e le tecniche usati caratterizzano i diversi tipi di ceramica che danno il nome a cinque principali periodi del suo sviluppo storico: terracotta, maiolica, terraglia, porcellana e ceramica di argilla bianca.[2] La lavorazione degli oggetti di ceramica può essere eseguita a “mano libera”, foggiando direttamente l’argilla con le mani, a colombino o a lastre. Si possono usare stampi a pressatura, a calco e a colaggio; il tornio permette di eseguire forme dall’interno vuoto e forme rotonde.

Inventare, creare con la ceramica è sempre stato strettamente correlato alla tecnologia e allo sviluppo dei singoli materiali. Sin dai tempi più remoti la lavorazione dell’argilla si basa sulla cottura che trasforma la materia tenera e duttile in un oggetto più solido e resistente. Nonostante si siano fino ad oggi conservate le tecniche tradizionali di lavorazione, nel corso dei secoli, gradualmente, in una continua ricerca di materiali diversi e di nuovi strumenti tecnici, si è sviluppata la ceramica che conosciamo oggi. In questo suo complesso e vitale ambito in continua trasformazione, un ruolo particolare è quello che riveste la ceramica artistica. Quest’ultima, nel passato, era rimasta in secondo piano rispetto alle altre discipline artistiche. In scultura, ad esempio, i modelli in argilla erano considerati solo come bozzetti da realizzare poi in materiali più nobili; le ceramiche istoriate, solitamente a forma di piatto, erano relegate a semplice elemento decorativo.

L’attuale creatività artistica è vieppiù caratterizzata dall’uso di materiali diversi e facilmente accessibili. È comprensibile quindi che fra questi l’argilla sia partricolarmente apprezzata e comunque considerata alla pari con gli altri materiali. Le sue qualità, il fatto di essere facilmente reperibile, duttile e plastica, offrono, in paragone  ad altri materiali più difficili, la possibilità di realizzare infiniti soggetti in infinite forme espressive.

La ricerca del materiale, la sua foggiatura, l’ideazione e la realizzazione formale ed estetica attraverso la cottura, è per gli artisti la sfida più accattivante. Nel contatto diretto, nel sentire la materia con le mani, trasfondendovi conoscenze ed esperienza, modellare l’idea, il soggetto e il pensiero per trasformarlo in forma plastica, è del tutto governabile. Quando invece il prodotto viene affidato alla cottura a diverse temperature, i risultati possono essere solo in parte prevedibili oppure spontanei, per cui danno alla ceramica l’ultimo tocco che non è necessariamente quello voluto dell’artista.

Le Gallerie costiere di Pirano individuarono l’importanza della ceramica artistica già alcuni decenni or sono. Uno sguardo nel passato ci riconduce alla Biennale internazionale di ceramica che fra il 1980 e il 1987 si tenne proprio a Pirano. Fu quella una manifestazione che ancor’oggi viene ricordata come pionieristica poichè fu la prima ed unica in Slovenia, in quel periodo, a far entrare la ceramica in una galleria d’arte contemporanea.

Le pubblicazioni che hanno accompagnato le Biennali testimoniano, nelle diverse edizioni, i loro concetti di partenza in termini specifici e ben delineati. Così le prime Biennali (1980, 1982, 1984) focalizzarono l’attenzione sulla ceramica artistica contemporanea della Romania, dell’Ungheria e della Jugoslavia. Durante la quarta Biennale del 1987, oltre a quelli nazionali, furono invitati pure artisti francesi. La mostra che presentava soprattutto oggetti di uso quotidiano, focalizzava l’attenzione sul rapporto tra la produzione artistica individuale e quella industriale. La riflessione si basava sugli ambiziosi sforzi di alcuni artisti di sfondare nel design industriale. La Biennale veniva concepita e basata sui criteri professionali particolarmente elevati. Era un punto di riferimento importante per la creatività artistica in questo settore nell’allora Jugoslavia, contribuendo a una diffusione e comprensione plurali della ceramica. Nonostante il successo e la sua fama, con la mostra del 1987, la Biennale interruppe la sua tradizione.

Le Gallerie costiere nel 2000 sono tornate a occuparsi anche di ceramica contemporanea organizzando l’Ex-tempore internazionale di ceramica insieme alla tradizionale ex-tempore di pittura. Poiché quest’ultima, destinata ad un largo pubblico di autori, aveva un carattere competitivo ed era limitata dai tempi di realizzazione, sono sorti diversi dubbi sul formato della nuova manifestazione. La parola ex-tempore (lat. senza preparazione) non era compatibile con le esigenze del processo creativo della ceramica. I suoi materiali infatti richiedono molti preparativi e molto tempo, in altre parole diverse condizioni per la creazione.

Gli echi favorevoli alla prima Ex-tempore internazionale di ceramica hanno però sorpreso e superato ogni aspettativa. La manifestazione del 2010 ha segnato il record con ben 112 partecipanti provenienti da venti paesi diversi. La numerosa presenza internazionale ha stimolato i molti incontri fra artisti nel corso di questa particolare rassegna, contribuendo a creare nuove dinamiche fra la nostra produzione nazionale e quella straniera. Nei sedici anni ininterrotti di questa manifestazione, numerose sono state le mostre che si sono susseguite nei più diversi spazi espositivi a Pirano: nell’Atelier Duka, nello Studio Galleria Gasspar,  nella Galleria Civica e in Galleria Herman Pečarič, dove nel 2015 si è tenuta l’ultima edizione. L’ex-tempore di ceramica ha lasciato indubbiamente un’importante eredità, tangibile in diverse collezioni pubbliche e private, realizzate secondo gli standard di giurie professionali.

Dopo questa breve pausa, necessaria per una riflessione su come continuare a valutare in termini nuovi la ceramica artistica, con la presente mostra si apre un nuovo capitolo nella valorizzazione di questo medium nella nostra istituzione. Kèramos: qui e adesso. Vedute sulla ceramica contemporanea offre una panoramica sulla più recente produzione di ceramiche artistiche in Slovenia, Croazia e Italia, paesi questi sempre maggioritariamente presenti nelle precedenti edizioni dell’ex-tempore piranese. La natura competitiva delle precedenti edizioni è stata sostituita da una mostra basata sulle scelte di curatori già membri di giurie internazionali che, ricchi della propria esperienza professionale e basandosi su criteri individuali, hanno scelto ciascuno cinque artisti. Le loro scelte possono naturalmente essere anche discutibili e polemiche, ma il limitato numero di autori e di opere in una mostra collettiva, è condizionato dallo spazio espositivo, la Galleria civica di Pirano.

La mostra coinvolge 43 artisti, che espongono le loro opere più recenti o quelle più rappresentative. Vi incontriamo nomi conosciuti, segnalati dai critici dell’arte Franco Bertoni e Geraldine Blais per l’ Italia, Marina Baričević e Višnja Slavica Gabout per la Croazia, la scultrice Dragica Čadež, la storica dell’arte dr. Mateja Kos e la curatrice della mostra Tatjana Sirk per la Slovenia.

In questi tempi di approcci multimediali e di interazione tra le diverse espressioni artistiche era inevitabile  offrire un’occasione pure agli artisti più giovani. A sceglierli sono stati Cristina Treppo, lei stessa scultrice e docente dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, e  Dražen Vitolović, scultore, collaboratore artistico e responsabile del Colleggio Ceramica dell’Accademia di Arti Applicate di Fiume. Quest’ultimo nel suo testo sulla mostra elenca, in via eccezionale per nome, gli autori scelti, studenti di una generazione particolarmente promettente. Non sono stati invece invitati a questa mostra gli studenti dell’Accademia di arti figurative e design di Lubiana poiché la loro presenza è già prevista nella mostra complementare allestita nell’ambito della IV triennale internazionale di ceramica UNICUM 2018 di Lubiana.

Obiettivo della mostra è di evidenziare, problematizzadola, la ceramica quale medium attuale nel quadro della creatività contemporanea. Tenendo presenti i diversi punti di vista nella scelta delle opere, sia l’esposizione nella sua completezza, sia le singole opere nelle loro diverse tecniche, tematiche e contenuti, ci inducono ad una riflessione critica su cosa rappresenti oggi la ceramica artistica. La dinamica specifica che si instaura durante le mostre collettive dà alle singole opere esposte un nuovo significato e una nuova funzione. Prima di tutto ci informano in merito alle opere d’arte dei singoli artisti e ai loro risultati, poi, in quanto segmenti della mostra, illustrano in modo più ampio l’evolversi dell’arte figurativa, evidenziano le novità e gli importanti progressi della ceramica artistica in un determinato momento. Oltre a ciò, nel contesto della presentazione collettiva, si impone spontanea anche una gerarchia. La creatività individuale viene valutata obiettivamente e quindi affermata definitivamente proprio dall’originalità e dalla forza espressiva che la contraddistingue nel confronto con le altre opere esposte.

Tatjana Sirk

 


[1] Isaković, Svetlana: III. biennale internazionale di ceramica, Gallerie costiere Pirano, Pirano, 1984.

 

[2] Kos, Mateja: Keramika od 1964 do danes, Društvo keramikov in lončarjev Slovenije, Ljubljana, 2004, pag. 1.

Artists

14/12/2017 - CLARA BRÖRMANN | GROUP SHOW | SCHWARZ CONTEMPORARY, BERLIN

Exhibition dates: December 14th - January 20th, 2018 Group show with Dieter Detzner, Henrik Eiben, Monika Goetz, Arturo Herrera, Anne…

Exhibition dates: December 14th - January 20th, 2018 Group show with Dieter Detzner, Henrik Eiben, Monika Goetz, Arturo Herrera, Anne Neukampf, Matt Saunders, Claudia Wieser, Marlon Wobst

 

Keystone Editions & SCHWARZ CONTEMPORARY present: PRINTS!

12 - 6 pm & by appointment

14/12/2017 - PATRICK TUTTOFUOCO | IO SONO QUI! | MACRO TESTACCIO, ROME, ITALY

Exhibition dates: December 14th - December 26th, 2017 Dal 15 dicembre 2017 il MACRO Testaccio di Roma ospiterà la mostra…

Exhibition dates: December 14th - December 26th, 2017

Dal 15 dicembre 2017 il MACRO Testaccio di Roma ospiterà la mostra “Io sono qui!” prodotta da
M’AMA ART, da un’idea di Alessia Montani, a cura di Lorenzo Bruni.
La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza
Capitolina ai Beni Culturali, si articola in una sezione dedicata alle installazioni di sette artisti:
Mario Airò, Ulla von Brandenburg, Donna Huanca, Runo Lagomarsino, Ahmet Ögüt, Antonis
Pittas e Patrick Tuttofuoco; e una sezione di opere realizzate da quattordici artisti: Maria
Thereza Alves, Paolo Parisi, Kamen Stoyanov, Marco Raparelli, Matteo Negri, Giuliana
Cunéaz, Yorgos Stamkopoulos, Giulio Rigoni, Chicco Margaroli, Paola Romano, Vincenzo
Marsiglia, Camilla Ancilotto, Marianna Masciolini, Savini & Vainio.
“Io sono qui!” indaga il tema della comunicazione, attraverso le infrastrutture materiali e
immateriali: “io e il mondo” nella realtà digitale. La banda larga, che permette di trasmettere una
grande quantità di dati in tempi rapidi, diventa fattore essenziale di crescita economica, culturale e
sociale. L’innovazione tecnologica delle infrastrutture materiali cosi come le informazioni e i dati
trasmessi attraverso la banda larga migliorano l’efficienza operativa delle imprese e di tutti i settori
della nostra società: Sicurezza, Sanità, Giustizia, sistema Finanziario, Pubbliche Amministrazioni
che, con la digitalizzazione dei servizi, rendono sempre più efficiente il sistema a beneficio della
collettività.
La mostra pone l’accento anche sulla necessità attuale di avere coscienza del luogo da cui il
soggetto dialoga con il mondo più che perdersi in esso, cercando di affermare soltanto la sua
esistenza a colpi di “post”. Le sette installazioni, poste a introduzione del progetto, ricordano
immediatamente allo spettatore che il suo grande potere di essere ovunque grazie alle “App” dello
smartphone non può essere dissociato dalla presa di coscienza dei contesti fisici e contestuali in
cui agisce. Tutto questo cerca di far riflettere su cosa stia alla base del cambiamento attuale che
ha portato a identificare recentemente nella piramide dei bisogni dell’essere umano delle nuove
priorità. Mentre storicamente al primo posto era riconosciuta la ricerca di cibo, oggi al secondo
posto esiste ed è comparsa – dopo ampie campagne d’indagine – la connessione wireless. Quello
che sorprende di più però è che al primo posto si trovi la necessità del carica batteria.
Tavola rotonda
L’inaugurazione della mostra, giovedì 14 dicembre, sarà preceduta alle ore 15.30 dalla tavola
rotonda IO SONO QUI! Diritto e nuovi mezzi di comunicazione, “materiali e immateriali”
presso l’Aula Magna della Facoltà di Architettura - Università degli Studi Roma Tre, alla quale
parteciperanno esperti di innovazione tecnologica delle infrastrutture materiali (autostrade, ferrovie,

Dal 15 dicembre 2017 il MACRO Testaccio di Roma ospiterà la mostra “Io sono qui!” prodotta da M’AMA ART, da un’idea di  Alessia Montani, a cura di Lorenzo Bruni.

La mostra,  promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, si articola in una sezione dedicata alle installazioni di sette artisti: Mario Airò, Ulla von Brandenburg, Donna Huanca, Runo Lagomarsino, Ahmet Ögüt, Antonis Pittas e Patrick Tuttofuoco; e una sezione di opere realizzate da quattordici artisti: Maria Thereza Alves, Paolo Parisi, Kamen Stoyanov, Marco Raparelli, Matteo Negri, Giuliana Cunéaz, Yorgos Stamkopoulos, Giulio Rigoni, Chicco Margaroli, Paola Romano, Vincenzo Marsiglia, Camilla Ancilotto, Marianna Masciolini, Savini & Vainio.

“Io sono qui!” indaga il tema della comunicazione, attraverso le infrastrutture materiali e immateriali: “io e il mondo” nella realtà digitale. La banda larga, che permette di trasmettere una grande quantità di dati in tempi rapidi, diventa fattore essenziale di crescita economica, culturale e sociale. L’innovazione tecnologica delle infrastrutture materiali cosi come le informazioni e i dati trasmessi attraverso la banda larga migliorano l’efficienza operativa delle imprese e di tutti i settori della nostra società: Sicurezza, Sanità, Giustizia, sistema Finanziario, Pubbliche Amministrazioni che, con la digitalizzazione dei servizi, rendono sempre più efficiente il sistema a beneficio della collettività.

La mostra pone l’accento anche sulla necessità attuale di avere coscienza del luogo da cui il soggetto dialoga con il mondo più che perdersi in esso, cercando di affermare soltanto la sua esistenza a colpi di “post”. Le sette installazioni, poste a introduzione del progetto, ricordano immediatamente allo spettatore che il suo grande potere di essere ovunque grazie alle “App” dello smartphone non può essere dissociato dalla presa di coscienza dei contesti fisici e contestuali in cui agisce. Tutto questo cerca di far riflettere su cosa stia alla base del cambiamento attuale che ha portato a identificare recentemente nella piramide dei bisogni dell’essere umano delle nuove priorità. Mentre storicamente al primo posto era riconosciuta la ricerca di cibo, oggi al secondo posto esiste ed è comparsa – dopo ampie campagne d’indagine – la connessione wireless. Quello che sorprende di più però è che al primo posto si trovi la necessità del carica batteria.

Tavola rotonda

L’inaugurazione della mostra, giovedì 14 dicembre, sarà preceduta alle ore 15.30 dalla tavola rotonda IO SONO QUI! Diritto e nuovi mezzi di comunicazione, “materiali e immateriali” presso l’Aula Magna della Facoltà di Architettura - Università degli Studi Roma Tre, alla quale parteciperanno esperti di innovazione tecnologica delle infrastrutture materiali (autostrade, ferrovie, rafori, banda larga) e delle infrastrutture immateriali (sistema di pagamenti, fatturazione, identità, anagrafe, etc.), con un focus sui cosiddetti governi digitali, sulla comunicazione dei social network e del cosiddetto digital divide. La Tavola Rotonda, introdotta dall’Avv. Alessia Montani, sarà presieduta dallo scienziato Francesco Fedi (Honorary Member Academia Europaea), che svolgerà anche un intervento sul tema: “La comunicazione: passato, presente e futuro”. Interverranno: Roberto Basso (Presidente Consip), L’utilizzo di tecnologie informatiche e strumenti innovativi al servizio della PA; Stefano Granati (Presidente di Anas International Enterprise), Le innovazioni tecnologiche nel sistema stradale; Barbara Carfagna (RAI), i Governi digitali; Stefano Quintarelli (Politico, Informatico), Infrastrutture immateriali; Hisham El Sheriff (Minister of local development of Egypt), Innovazioni tecnologiche nelle infrastrutture materiali e immateriali in Egitto; Alberto Fiz (critico d’arte e curatore), Arte contemporanea e innovazione di impresa: un connubio possibile?; Riccardo Maria Monti, Presidente Italferr Spa; Gabriele Pasquini (Presidenza del Consiglio dei Ministri), Attuazione delle linee Guida per la regolazione dei servizi di pubblica utilità. La tavola rotonda terminerà con un breve dibattito Question and Answer.

Gli artisti

 

Le opere esposte nella mostra “Io sono qui!” fanno riflettere sull’importanza della comunicazione materiale e digitale con un’attenzione rivolta al luogo fisico da cui è affrontata tale fruizione e sul possibile movente che va al di là del semplice “voyeurismo conoscitivo”. Questa è la caratteristica principale dei vari processi creativi esposti in mostra, che ha portato alla scelta del titolo “Io sono qui!”. Suddetta affermazione corrisponde alla presa di coscienza che l’osservatore deve operare sulla sua responsabilità nell’interagire con le informazioni per non rimanere vittima dell’ipotetico “sistema”, che esso stesso contribuisce ad alimentare. La mostra si articola in una sezione di istallazioni, introdotta dall’opera dell’artista di origine greca Antonis Pittas, che presenta due grandi mani in gomma poggiate sull’ingrandimento dell’ultimo modello dell’Iphone. Queste presenze ricordano che le mani sull’Iphone sono strumenti vuoti se non sono alimentati dal singolo soggetto con coscienza, aprendo una particolare riflessione sul tema dell’identità al tempo delle “fake news” e della impossibilità di storicizzare i fatti nell’attuale “presente espanso”. Tale prospettiva è esplorata anche dalle tre installazioni di Patrick Tuttofuoco che creano un vis-à-vis straniante tra ritratti in ceramica di volti dell’antichità romana e le immagini gassose stampate su PVC dei protagonisti di maggior rilievo del mondo dell’hi-tech; ma anche da Donna Huanca, la quale risponde a tutto ciò con nuove ritualità contemporanee evocate per mezzo di manichini/strumenti o di corpi/simulacri al centro di un lago di sabbia bianca. Allo stesso tempo, altre opere come quella di Mario Airò – una linea di orizzonte formata da fotografie di paesaggi attraversati e caratterizzati da proiezioni al laser – riflettono sul rapporto tra paesaggio mentale e fisico, tra spazio attraversato e progettato. Lo stesso approccio ha portato Ulla Von Brandeburg a presentare la sua nuova video installazione sul tema del superamento del limite intimo-collettivo rappresentato da una tenda sipario, che continua a svanire e a ripresentarsi in un loop infinito. Inoltre, se Ahmet Ögüt mette in evidenza le strategie contemporanee per indagare il tema dell’appartenenza con la video installazione legata al movimento di protesta pacifica Occupy Wall Street, nato nel 2011, Runo Lagomarsino analizza l’eredità del colonialismo e delle politiche culturali legate alla creazione di nuovi paradisi e vecchi poteri per mezzo della dia-proiezione presentata nella edizione del 2015 della Biennale di Venezia. La seconda sezione vede, invece, artisti di differenti generazioni confrontarsi con il tema dell’oggetto d’arte e su cosa può trasformare uno strumento di conoscenza e comunicazione in un’opera d’arte, come le opere di Rebecca Moccia, Matteo Negri, Yorgos Stamkopoulos. Citiamo poi il cubo nero che contiene cellulari con lo schermo occultato da pittura nera e aghi di pino di Chicco Margaroli, con cui ricorda che il vero divario tecnico nasce storicamente da chi poteva accedere alla luce elettrica, mentre le stampe di Paolo Parisi fanno riflettere su come il processo di riproduzione dei libri sia stata la grande rivoluzione della società dal 1700 in poi, creando una nuova particolare interrelazione tra testo e immagine. O ancora le opere di Giulio Rigoni ci portano a pensare al significato di comunità e a quello di città ideale; la maestosa opera di Paola Romano ci fa riflettere, in generale, sulle condizioni del nostro pianeta, cosi come la wunderkammer di Giuliana Cunéaz che mette in relazione la realtà virtuale (videoinstallazione in 3D) con quella fisica (sculture in miniatura modellate in argilla bianca dal tono madreperlaceo) attraverso un dialogo sinergico teso a indagare il cuore profondo e misterioso della materia. Il lavoro di Vincenzo Marsiglia, invece, crea un dispositivo ipnotico – specchi, griglie geometriche e un Ipad – con cui induce a ragionare sulla tradizione della pittura cinetica e sul nuovo modo di pensare alla finestra digitale. Savini & Vanio ci porta a soffermarci sul rapporto tra individuo e globalizzazione. Maria Thereza Alves, utilizzando la storia delle piante autoctone di Roma, fa riflettere sul concetto di estraneo da punti di vista differenti. Le influenze di internet sono indagate dal video di Kamen Stoyanov che esplora le differenze e similitudini di percezione del viaggio al tempo di Google Maps. Le poliedriche combinazioni dell’opera di Camilla Ancilotto invitano lo spettatore a un’interazione creativa. Il concetto di reti immateriali e materiali è rappresentato attraverso una inedita struttura fisica di acciaio e resina di Marianna Masciolini, che permette allo spettatore di attraversarla fisicamente, passando e connettendo proprio le due sezioni della mostra dal titolo “Io sono qui!”.

Artists

2/12/2017 - ANDREA SALA | GROUP SHOW | PALAZZO PODESTARILE, MONTELUPO FIORENTINO (FLORENCE)

Exhibition dates: December 2nd - February 11th, 2018 Group show with Lorenza Boisi, Chiara Camoni, Maddalena Casadei, Ludovica Gioscia, Michele…

Exhibition dates: December 2nd - February 11th, 2018 Group show with Lorenza Boisi, Chiara Camoni, Maddalena Casadei, Ludovica Gioscia, Michele Guido, Alessandro Roma, Francesco Simeti, Nicola Toffolini

 

CANTIERI CONTEMPORANEI IN CERAMICA 2017

MATERIA MONTELUPO A CURA DI MATTEO ZAULI

Nove artisti per alcune settimane vivranno a Montelupo e lavoreranno accanto alle maestranze locali per creare nuove linee di produzione per le botteghe e le aziende ceramiche della città.

Lorenza Boisi / Chiara Camoni / Maddalena Casadei / Ludovica Gioscia / Michele Guido / Alessandro Roma / Andrea Sala / Francesco Simeti / Nicola Toffolini

insieme a Ceramiche d’Arte Ammannati / Ceramica Artistica Bartoloni / Ceramiche d’Arte Dolfi di Ivana Antonini /  Terrecotte Corradini e Rinaldi / Ceramiche Artistiche Giglio / La Galleria Nuove Forme d’Arte / Sergio Pilastri / Tuscany Art / Veronica Fabozzo Studio d’Arte

residenze ottobre / dicembre 2017

mostra opening 2 dicembre 2017 – fino al 11 febbraio 2018

Palazzo Podestarile, Montelupo Fiorentino

La storia della ceramica ci insegna che la fortuna dei territori in cui questo mezzo si è sviluppato è sempre dipesa dalla forza espressiva unita alla perizia tecnica, spesso racchiuse in semplici oggetti quotidiani. E sempre la storia stessa ci racconta che tali momenti di eccellenza sono scaturiti da stimoli esterni che dal vasto mondo delle arti maggiori e applicate si posavano nelle città di produzione dell’argilla. A questo, e alla famosa “circolazione delle tecniche e del sapere” che caratterizzò un fortunato periodo storico di Montelupo Fiorentino, si ispira il progetto Materia Montelupo.

Materia Montelupo è una stagione di residenze di progettazione creativa che invita personalità del panorama italiano contemporaneo a lavorare e a creare nuove linee di produzione per le botteghe e le aziende ceramiche della città.

A seguito delle residenze, nei mesi di ottobre e novembre, il 2 dicembre inaugurerà presso il Palazzo Podestarile di Montelupo una mostra pensata per presentare, nelle diverse stanze del palazzo, non solo i prototipi e le nuove linee ceramiche nate dai cantieri ma anche l’universo creativo di chi li ha progettati.

Il progetto è ideato e curato da Matteo Zauli, fondatore e direttore del museo dedicato allo scultore ceramista Carlo Zauli a Faenza. Il Museo Zauli da 15 anni lavora, attraverso le sue residenze, con artisti internazionali che incontrano, molto spesso per la prima volta, il materiale della tradizione faentina.

L’idea nasce e ruota attorno alla ceramica intesa come presenza della nostra quotidianità più intima: nelle nostre case, sulle nostre tavole, negli angoli della nostra città. – afferma Zauli – Un’idea che interpreta lo storico termine di “circolazione” nella ricerca del più ampio dialogo possibile tra i protagonisti del progetto e gli attori del territorio.

“Materia Montelupo” vuole dare continuità e rafforzare l’esperienza di “Materia Prima”, non solo portando sul territorio una presenza importante di artisti contemporanei, ma anche ponendo l’attenzione sul tessuto produttivo, che contribuisce all’unicità del territorio.

La scelta è ricaduta sugli esponenti di una generazione attenta alle contaminazioni tra arte e design e agli scambi tra questi linguaggi: Lorenza Boisi, Chiara Camoni, Maddalena Casadei, Ludovica Gioscia, Michele Guido, Alessandro Roma, Andrea Sala, Francesco Simeti, Nicola Toffolini.

Le botteghe o manifatture che li ospitano sono: Ceramiche d’Arte Ammannati, Ceramica Artistica Bartoloni, Ceramiche d’Arte Dolfi di Ivana Antonini, Terrecotte Corradini e Rinaldi, Ceramiche Artistiche Giglio, La Galleria Nuove Forme d’Arte, Sergio Pilastri, Tuscany Art, Veronica Fabozzo Studio d’Arte.

I protagonisti dell’edizione 2017 sono stati scelti non solo per le qualità espressive e per la tipologia del lavoro, che si ricollega ad alcune caratteristiche individuate nell’identità delle produzione ceramiche montelupine, ma anche per la naturale disponibilità al confronto con l’artigianato artistico locale.

Divisi in due gruppi e momenti, vivono la residenza nelle manifatture non solo per la realizzazione di proprie opere, ma con lo scopo ulteriore di innescare una sperimentazione che deve concludersi con un nuovo progetto produttivo della bottega, che vada ad arricchire la collezione delle proposte ceramiche della città.

A integrare il progetto è chiamato un gruppo di studenti selezionati dall’Accademia di Belle Arti e dall’Isia di Firenze: oltre ad arricchire il loro percorso sul campo e a contribuire alla nascita delle nuove produzioni, hanno anche l’opportunità di crearne di proprie, attivando così i presupposti di nuove produzioni contemporanee.

Materia Montelupo è accompagnata anche da un ciclo di incontri didattici per tracciare nuovi percorsi di audience development.

29/11/2017 - SVENJA DEININGER | OTHER SPACES. COLLECTED #7, BANK AUSTRIA KUNSTFORUM, VIENNA, AUSTRIA

Exhibition dates: November 29th, 2017 – January 21st, 2018   Bank Austria Kunstforum Wien Freyung 8, 1010 Wien, Austria  …

Exhibition dates: November 29th, 2017 – January 21st, 2018

 

Bank Austria Kunstforum Wien

Freyung 8, 1010 Wien, Austria

 

For Michel Foucault the institution of the museum, but also libraries, cinemas and theatres are examples of his concept of the espace autre, the other space. This other, heterotopic space has rules specific to itself, reflects social conditions and circumstances, and relates levels of place and time that are independent of one another.

The museum as heterotopia, in which “[…] the real places of culture are simultaneously represented, enacted and used” therefore collects works that are situated outside their own time and in this way allow the realisation of Utopias.

In the seventh edition of the exhibition format collected, which presents selected works from the Bank Austria Kunstforum collection, paintings and photographs are juxtaposed which by means of scenarios of the real or manifestation of Utopias construe (pictorial) spaces, and by creating these other spaces summon up a critical way of seeing things and of questioning real places. The exhibition starts off a puzzle game oscillating between Utopia and the reality of pictorial spaces, the media and last but not least the museum itself as heterotopia.

 

Artists: Svenja Deininger, Alois Mosbacher, Gregor Pirker, Lois Renner, Hans Schabus, Eva Schlegel, Hubert Schmalix, Gerold Tagwerker.

Curator: Veronika Rudorfer

 

More on: http://www.martinjanda.at/en/news/exhibitions/731/svenja-deininger-other-spaces-collected-7/

 

Artists

13/11/2017 - TODD NORSTEN | GROUP SHOW | HIGHPOINT MINNEAPOLIS

Exhibition dates: November 13, 2017 - February 3rd, 2018Highpoint Editions is proud to announce Highpoint Edition's latest publications with David…

Exhibition dates: November 13, 2017 - February 3rd, 2018

Highpoint Editions is proud to announce Highpoint Edition's latest publications with David Rathman, Carolyn Swiszcz and Todd Norsten

Artists

9/11/2017 - ARIEL OROZCO | SHORT TALES, LICENCIADO, MEXICO CITY, MEXICO

Exhibition dates: November 9th, 2017 - December 22nd, 2017   Licenciado Tabasco 216, Colonia Roma, Delegación Cuauhtémoc Mexico City  …

Exhibition dates: November 9th, 2017 - December 22nd, 2017

 

Licenciado

Tabasco 216, Colonia Roma, Delegación Cuauhtémoc

Mexico City

 

‘Short Tales’ are a series of ballpen drawings made while listening to randomly chosen movies and TV Series.

 

More on: http://licenciado.gallery/en/portfolio-posts/ariel-orozco/

 

 

 

'Short Tales' by Ariel Orozco

‘Short Tales’ are a series of ballpen drawings made while listening to randomly chosen movies and TV Series.‘Short Tales’ are a series of ballpen drawings made while listening to randomly chosen movies and TV Series.

7/10/2017 - SVENJA DEININGER | SOLO SHOW

Exhibition dates: October 6th, 2017 - January 7th, 2018 Joslyn Art Museum2200 Dodge StreetOmaha, NE 68102-1292 Through an arduous process…

Exhibition dates: October 6th, 2017 - January 7th, 2018

Joslyn Art Museum
2200 Dodge Street
Omaha, NE 68102-1292

Through an arduous process that involves repetitive coating, scraping, varnishing, and stripping, Svenja Deininger achieves richly-layered paintings that contemplate the contrasts between harmony and dissonance, subtlety and bravado. Her style calls to mind several defining developments of post-war painting — namely Color Field abstraction and Minimalism — but she rejects the austerity championed by the stalwarts of these movements, and even hesitates to identify her work as pure abstraction. Seductive curves, such as the nose-like shape seen in several of the paintings in this exhibition, populate Deininger’s imagery, while slight imperfections interrupt otherwise precisely-rendered lines. At times, she opts for heavy application of her pigments, creating visually dense sections of canvas that offset more loosely-painted areas, where colors bleed into one another.

Deininger likens installations of her paintings to written sentences. Like an individual word, each painting comes with its own meaning; however, it is within the context of an exhibition that new relationships emerge among her canvases. In developing her installation for the compact Riley CAP Gallery, Deininger emphasized the importance of positioning works from different years and of varying scale in proximity to one another. In this intimate setting, viewers can draw connections from one work to the next, across several years of this young artist’s career.

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